Mercoledì, 28 Gennaio, 2026
Servizio Taxi – Regole certe per un servizio efficace ed intelligente

Agci Servizi in Audizione alla IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati. Presenti in delegazione Nicola Ascalone ed Angelo Mele per il comparto Taxi-NCC della ns. cooperativa aderente Appio Latino di Roma.
Di seguito un estratto dell’intervento tenuto in Commissione.
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- Il servizio taxi non è un’attività privata qualunque.
È un servizio pubblico non di linea, regolato dallo Stato e dagli enti locali, sottoposto a controlli, obblighi, turnazioni, tariffe amministrate e responsabilità precise verso i cittadini.
- Il tassista non sceglie quando lavorare liberamente, non decide le tariffe,
non può rifiutare il servizio,
è tenuto a garantire continuità, sicurezza e presenza sul territorio H24, anche quando il servizio non è economicamente conveniente.
- Questo sistema ha sempre funzionato perché fondato su un equilibrio delicato:
numero programmato delle licenze, controlli pubblici, qualità del servizio
e tutela dell’utenza.
- Negli ultimi anni, però, questo equilibrio è stato messo seriamente a rischio.
L’ingresso incontrollato di piattaforme multinazionali, spesso prive degli stessi obblighi normativi, fiscali e operativi imposti ai taxi, ha creato una concorrenza profondamente squilibrata e sleale.
- Il tassista italiano ha investito risorse personali importanti per una licenza rilasciata dal Comune, spesso accendendo a mutui pluriennali, sulla base di regole certe.
Cambiare quelle regole in corsa significa colpire famiglie, lavoratori e imprese individuali, mettendo a rischio la tenuta sociale di un intero comparto.
- Il servizio taxi svolge una funzione sociale propria del servizio pubblico non di linea, garantendo continuità, presenza sul territorio e risposta immediata alla domanda di mobilità, anche quando il servizio non è economicamente conveniente
I tassisti chiedono quindi che le Istituzioni difendano il principio della programmazione pubblica del servizio taxi perché credono che la modernizzazione sia possibile se avviene nel rispetto delle regole, non cancellandole.
Innovazione non può significare precarizzazione e digitalizzazione non può significare deregolamentazione.
Il progresso non può mai essere costruito sulla cancellazione dei diritti.
I tassisti italiani non sono il problema della mobilità, ma sono parte della soluzione e chiedono certezza nelle regole.
I tassisti credono che difendere il taxi significa difendere un servizio pubblico ed il lavoro degli operatori.
- Inoltre è necessaria una distinzione tra servizio taxi e noleggio, perché solo regole chiare e rispettate garantiscono un sistema equo per lavoratori e cittadini.
Il servizio NCC ha una funzione diversa. Nasce per il trasporto su prenotazione, ha proprie regole, e non può né deve sostituire il servizio taxi.
Sono due servizi differenti, pensati dal legislatore per rispondere a esigenze diverse dei cittadini.
Quando l’NCC opera come un taxi - stazionando sul territorio, intercettando utenza indistinta o sostituendo il servizio pubblico - si crea una distorsione del sistema.
Non è una questione tra categorie, ma di rispetto delle regole.
Confondere i due ruoli significa cancellare la programmazione pubblica e creare concorrenza sleale.
- Il servizio NCC deve rimanere assoggettato alla regolamentazione comunale, perché ogni ente territoriale deve poter programmare il proprio fabbisogno di mobilità in base alle reali esigenze del territorio e ciò può essere efficacemente svolto solo dall’ente locale competente.
- Inoltre il foglio di servizio deve restare uno strumento di garanzia della prenotazione preventiva. Se può essere compilato pochi minuti prima dell’inizio del servizio, perde la sua funzione e consente all’NCC di operare di fatto come un taxi, senza però averne gli obblighi e svuota quindi il foglio di servizio della sua funzione giuridica.


